sabato 21 febbraio 2015

Ghost in the shell di Mamoru Hoshii

Correva l'anno 1995, non molto tempo prima nel 1988 l'animazione giapponese aveva attirato l'attenzione con Akira un colossal d'animazione, che come oggetto originale aveva l'ononimo manga, nato dalla collaborazione di praticamente quasi tutti i principali studi di animazione presenti al quel tempo, quello era anche l'anno di "Il mio vicino Totoro" e "Una tomba per le lucciole".



Lo stesso "Ghost in the shell" prende il via dall'ononimo manga prendendone però le distanze dovendo per forza di cose concentrare l'opera in pochi minuti; Mamoru decide di dar vita ad un mondo cupo, dove sono evidenti contemporaneamente elementi di benessere inseriti in ambienti al degrado: spazzatura nei canali, vetrine di alta moda, pubblicità enormi, cantieri in stato di completo abbandono e così via, una visione un pò cupa del futuro un'atmosfera a detta dello stesso regista ispirata da "Blade runner" (1982).



Il tema principale del film è incentrato sull'uomo macchina (ripreso da Deus Ex nel 2000) e sul concetto stesso di vita di fronte all'apparire di software e AI (Artificial Intelligence) sempre più avanzate, che fanno dubitare la stessa protagonista Motoko Kusanagi della propria autenticità come essere umano. Infatti mentre la stragrande maggioranza della popolazione sviluppata possiede un cervello potenziato, tramite il quale sono permanentemente connessi alla rete ma anche soggetti a tentativi di "ghost hacking", Motoko ha un corpo quasi interamente artificiale ad eccezione del cervello che contiene il cosidetto "Ghost".




Cercando di semplificare viene identificato come "Ghost" come l'entità che sostanzialmente differenzia una macchina da un'essere vivente, per quanto esso rimane presente nonostante la meccanizzazione del corpo e non è trasferibile in altri corpi (anche sintetici) senza causare il deterioramento dell'originale poiché esso è collegato in maniera indissolubile al corpo originale ed alle sue caratteristiche, infatti sia Motoko che Batou hanno corpi quasi completamente artificiali ma conservano completamente un'aspetto antropomorfo.



Difficile non rimanere affascinati dall'universo di "Ghost in the shell" persino i creatori di Matrix hanno citato tra le loro influenze appunto il suddetto film e Akira, esempio banale quello dello spinotto posto poco al di sotto della nuca, ma andando a scavare ci sono anche riferimenti in entrambi i film a esperienza simulate e memorie fasulle, che purtroppo per i poveri malcapitati non sono distinguibili da quelle reali.




Questo più o meno quello che mi sentivo di dire (in maniera totalmente disorganizzata e sicuramente non approfondita) su un Film di animazione che a mio modo da vedere in quanto a script, caratterizzazione dei personaggi e regia non ha niente da invidiare ad un film di produzione Hollywoodiana con attori in carne ed ossa, anzi è migliore di moltissimi blockbuster di dubbio gusto usciti in tempi recenti.

A questo proposito ormai è dato praticamente per certo che ad Hollywood appunto si sta lavorando ad un nuova interpretazione di "Ghost in the shell" che dal manga ha dato già origine a una serie di videogiochi su PS1 e PS2, due film, due serie TV e un OAV.
Le aspettative sono alte visto i temi trattati e l'ambientazione se girato con l'occhio giusto il film potrebbe diventare un Must del cinema, come però d'altro canto potrebbe diventare un terribile flop alla Dragon Ball Evolution per intenderci... , la pellicola poi è stata affidata a Rupert Sander un regista "novizio" il cui unico film all'attivo è "Biancaneve e il Cacciatore" è vero che non sì possono giudicare le capacità di un regista dal suo primo e unico film ma di certo le premesse non sono incoraggianti, sinceramente avrei preferito un regista un pò più affermato e che avesse già all'attivo qualche bel film magari dalle atmosfere simili a quelle del franchise "Ghost in the shell" ma tantè che non rimane altro che sperare e l'attesa verso il 2017 (anno ipotetico di lancio del film) è lunga...

lunedì 9 febbraio 2015

"Life is strange" le mie impressioni dal primo episodio

Fin da quando venne presentato il primo trailer di Remember Me (pubblicato da SEGA) gioco che rappresentava il debutto del team francese DONTNOD rimasi colpito sia dal lato artistico che da alcune trovate originali come la manipolazione della memoria, posseggo il gioco in questione, ma purtroppo (mea culpa) ancora non ho avuto modo di giocarlo.

In seguito forse per via delle vendite al di sotto delle aspettative o per la cattiva situazione finanziaria di SEGA, il team DONTNOD rimase senza un futuro certo e con la prospettiva non certo allettante di chiudere i battenti cosa veramente brutta per un team promettente come il loro.

Poi mentre controllavo le uscite di Gennaio (se non le avessi controllate non sarei venuto a conoscenza! Almeno non subito..) mi vedo questo titolo Life is strange, molto particolare da un bell'impatto artistico sviluppato proprio dai ragazzi di DONTNOD, a pubblicare il titolo niente popò di meno di Square Enix, casa produttrice ormai internazionale che si stà facendo un nome al di là della saga Final Fantasy (che a mio modo di vedere stà un pò cadendo di qualità), resta da vedere se si sono meritati o meno la fiducia di SE.




Il gioco si tratta di un'avventura grafica dall'impostazione dei comandi e dell'interazione con lo scenario molto simile a quella di Heavy Rain, ma le somiglianze si fermano qui, infatti non troveremo stressanti sessioni di quick-time event ad accompagnarci durante il gameplay, infatti non è presente alcuna sfida nel completare la storia, il team di sviluppo vuole che il giocatore si concentri sulla storia ed in particolar modo sui personaggi, ciò può essere visto negativamente da alcuni giocatori, ma sinceramente in mezzo a tanti giochi simili tra loro ci vuole un'approcio un pò diverso.

Difficile quindi non fare spoiler quando il gioco in questione è basato appunto sulle sue vicende quindi mi fermerò alla premessa; nel gio controlleremo una ragazza appena diciottenne di nome Maxine (chiamata da tutti Max), essa si è appena trasferita da Seattle ad Arcadia Bay per partecipare ad un college dove è presente un famoso corso di fotografia tenuto da Jefferson.
Max però non è nuova a questa città infatti prima che di trasferirsi con i suoi genitori 5 anni prima abitava proprio ad Arcadia Bay e per quanto si trovasse bene a Seattle non aveva mai dimenticato la sua città natale, le aspettative però si scontrano con la realtà di fatto si ritrova ad sentirsi una completa estranea in posto in cui sperava ritrovarsi a suo agio, a non aiutare la lotta per le apparenze e la popolarità a scuola cose che sperava essersi lasciate indietro nella vecchia scuola, e lei un pò introversa e diversa dalla massa trova difficoltà ad ambientarsi in classe per fortuna c'è anche qualcuno con cui riesce a trovarsi bene in particolare un ragazzo un pò fissato con la scienza di nome Warren. Il punto di svolta per la trama avviene quando si ritrova per caso a scoprire di possedere un insolito dono quello di riavvolgere il tempo; questa pecularietà si ripercuoterà anche sul gameplay permettendoci di risolvere semplici enigmi o ripensare su alcune scelte fatte, però c'è un limite a questo potere e molte delle scelte che faremo non avranno conseguenze immediate.




Il comparto grafico non è il punto forte del gioco ma a vantaggio di ciò di certo gli utenti PS3 o Xbox 360 non si devono preoccupare di ritrovarsi tra le mani una versione "sacrificata" dal punto di vista grafico, altro piccolo problemuccio è che purtroppo le animazioni dei volti non sono perfette e risultano un pò legnosette ma d'altra parte è da prendere in considerazione che dietro al titolo non c'è un colosso come Rockstar o Quantic Dream, ma un piccolo team di sviluppatori francesi a cui di certo però se da una parte non hanno i mezzi di una major hanno di sicuro dalla loro delle belle idee.
Di tutt'altro avviso il comparto artistico, l'effetto voluto dagli sviluppatori è quello di un gioco dai colori pastellati che dia un'impressione "analogica" così come sono il tipo di foto preferite da Max, gli oggetti con cui possiamo interagire verranno evidenziati da un tratto a matita tratteggiato, così come saranno letteralmente disegnati tutti i poster, le schermate dei computer, le foto che vedremo nel corso del gioco un'attenzione non da poco per dare ancora più atmosfera.
La colonna sonora, che non è da meno adattissima al contesto e alle situazioni, passa dall'alternative rock al post-rock (genere musicale che apprezzo molto), in particolare mi son piaciute molto "To all of you" e "Obstacles" dei Syd Matters e la presenza dei Mogwai con la traccia "Kids will be Skeletons" 




Un gioco che consiglio vivamente agli amanti delle belle storie, per chi volesse cimentarsi in un'avventura diversa dal solito tra sogno è realtà, e rilassarsi quasi come quando la sera ci si mette a vedere la propria serie TV preferita, perchè in effetti si avvicina molto ad una serie TV interattiva, anche perchè "Life is strange" è un titolo a episodi, formula in voga tra le avventure grafiche di Telltale famosa per i giochi su The Walking Dead e Game of Thrones, ma DONTNOD sceglie di usare un'approcio pensato per il pad invece che per la combinazione mouse con tastiera è questo per me che personalmente preferisco giocare in ambito console è un gran punto a favore.
Però per godere appieno del gioco bisogna avere almeno un'infarinatura base di inglese dato che almeno al momento esiste solo la traduzione dei testi inglese, ma sinceramente per questo ed altri piccoli capolavori ne vale assolutamente la pena di allargare di un pochino le nostre capacità linguistiche.

NOTE AGGIUNTIVE
Il primo capitolo è in vendita per 5 euri, ma per chi volesse dargli fiducia è anche possibile comprare tutti e 5 gli episodi previsti (che diverranno scaricabili e giocabili al momento del rilascio) a 20 euro,come è disponibile per chi si fosse lasciato conquistare dal primo capitolo il pacchetto di capitoli dal 2 al 5 a 17 euro (se non erro).
Lo sò che sembra un volantino pubblicitario quest'ultima parte ma siccome non sapendo se tutti fossero a conoscenza di come funziona la vendita di gioco ad episodi ho preferito specificare almeno nel caso in questione.

mercoledì 4 febbraio 2015

La storia del mio passaggio a Mac

Apple in tempi recenti è diventata celebre per i suoi device iOS ergo iPhone e iPad in primis che hanno lanciato 2 tendenze che hanno rivoluzionato il mercato dell'elettronica ai tempi del primo iPhone il mercato dei telefoni era ancora dominato dai classici telefonini a tastiera numerica in cui a farla da padrone era nel mondo consumer era Nokia ora il mercato è invaso dai dispositivi touch prima un lusso per pochi ora ce n'è per tutte le tasche e per tutti i gusti. Con iPad si è ripetuta quasi la stessa storia a distanza di pochissimo dalla sua uscita già era presente la concorrenza android quindi in entrambi i casi fù Cupertino a lanciare la tendenza.

I più spero ricorderanno che prima di iPhone, Apple era già nota ai più per iPod che monopolizzò il mercato dei lettori mp3, un pò come Sony al tempi del Walkman (il primo lettore a cassette portatile), ormai però i lettori mp3 stanno venendo sostituiti dagli smartphone siano essi Android, iOS o Windows Phone e pare che Apple stia pensando di abbandonare progressivamente l'iPod (già il classic è fuori dal mercato).

Ma io personalmente sono sempre rimasto attratto dai loro Personal Computer; la linea Macintosh (ora chiamata Mac) venne lanciata nel 1984, prima di allora Apple aveva già costruito diversi terminali, ma erano o troppo costosi o destinati per la loro difficoltà di utilizzo per lo più al mercato professionale, ai tempi invece il Macintosh 128k fu un successo perchè fù uno dei primi PC dedicato ad utenza domestica a sfruttare interfaccia grafica e mouse (ai tempi Micrososft era ancora alle prese con MS-DOS (Windows 1.0 uscì nel 1985 ed era pure inutilizzabile a causa di gravi bug, divenne servibile solo con la 1.01).

Tutto stò pippone per introdurvi il perchè del mio passaggio a Windows e più in generale la mia scelta di abbandonare i prodotti Microsoft in generale; quando ero piccolo e ancora non avevamo un pc casalingo ai tempi davano in televisione la pubblicità del primo iMac: http://youtu.be/hrJIchQ76Hs (dato il tempo chè passato da allora nemmeno ricordo se la pubblicità fosse proprio questa)

Non ricordo quando di preciso mi arrivo a casa un assemblato che faceva girare Win98 (quasi sicuramente SE) e nell'estetica specie mouse, tastiera e case scimmiottava la tendenza stilistica apple dei tempio con diversi elementi di plastica verde (il case solamente una parte del frontalino se non ricordo male) purtroppo non ho foto di quell'accrocchio, funzionare funzionava ed ai tempi la banda larga era un miraggio ed il fenomeno del web doveva ancora esplodere, ma per quel poco che ricordo dava un monte ti problemi e soprattutto le ventole facevano un casino infernale, l'unica cosa positiva che ricordo e che oltre ad aver portato la prima cosa realmente "tecnologica" in casa è che mi divertivo a cambiare i colori del tema di Win98. Poi non sò in che modo inserendoci un CD evidentemente già su la via di rompersi esso esplose (letteralmente) mettendo KO il computer non ebbi rimpianti di ciò.

Poi arrivò il secondo PC, un pre-assemblato Acer son sopra Windows Xp che mi fece gridare al miracolo, per poi rivelarsi col tempo una delusione, all'inizio silenzioso ed efficente in poco tempo divenne rumoroso quanto un Jet in atterraggio e Xp inizio presto a dare segni di cedimento (benchè in molti lo osannino come un dei migliori sistemi Microsoft era tutt'altro che perfetto, anzi...). I problemi di Xp non stò ad elencarli, ma quelli della rumorosità vennero scoperti quando decisi di aprire il case... Montata sulla scheda madre cera un'unico enorme ventolone con sopra montato una specie di grosso imbuto di plastica peccato che questa soluzione pensata per canalizzare l'aria in uscita in realtà era una gigantesca trappola per la polvere e di conseguenza il computer non "respirava". Nel periodo in cui lo usavo successero tante cose iniziare a fare lo schiavo in uno studio tecnico e lì con ben 4 postazioni Xp ancor di più mi venne la nausea di quel sistema avendoci a che fare con mille problemi diversi ed in più con un capo stronzo (scusate il francesismo) ed ignorante come una capra, in pratica imparai a sistemare diverse magagne e sempre in quel periodo usci Vista (conosciuto anche come sVista) uno dei sistemi Microsoft più impopolari insieme a Windows ME e quando mi venne ad orecchio in ufficio che purtroppo non esistevano alternative a Windows, dà lì mi partì l'ispirazione per avere invece un'alternativa valida e che soprattutto funzionasse, e non sò perchè mi venne alla mente proprio Mac, forse perchè il mio ex-capo ne aveva parlato dato che agli albori prima di windows usava macchine Apple o forse per vie delle mie antiche memorie sulla pubblicità italiana sui primi iMac, fatto stà che iniziai ad informarmi però ai tempi non avevo la possibilità di comprarmi un Mac (quello che mi dava come paga era talmente scarsa da non potersi nemmeno considerare un rimborso spese...) quindi trovai anche soluzioni alternative e gratuite e trovai il mondo GNU/Linux ed in particolare la famiglia *buntu, non fù per nulla traumatico e mi ci ambientai in fretta ed il sistema che ai tempi aveva Gnome 2.x (che personalmente preferisco ancora alla più moderna e Mac OS style Unity) il sistema operativo aveva riconosciuto tutti componenti del pc e funzionava alla grande, per l'utenza domestica lo ritengo in effetti soprattutto per chi vuole risparmiare facendosi un'assemblato economico un'ottimo sistema operativo, l'unico problema reale è quando ci sono delle periferiche che non funzionano al primo colpo, a volte purtroppo per farle funzionare c'è veramente da smoccolare o fare operazioni non proprio "user friendly".

Sempre in quel periodo mi dotai di un portatile usato (sempre Acer) ai tempi mi faceva comodo dato che la mia ex-ragazza abitava lontano da casa mia e non avendo un computer decente mi portavo dietro il mio quando andavo da lei, ci provai diverse distro GNU\Linux ma finii per usare cmq Ubuntu.

Per quanto mi trovassi bene con Ubuntu continuavo a desiderare di provare un Mac, finii per trovare alla fine un eMac usato ad un prezzo per me accessibile e mi ci trovai davvero bene, certo il ventolone faceva un pò di rumore ma nulla era in confronto al rumore da Jet in decollo del mio vecchio Acer.

Però era un modello già abbastanza vecchiotto e col passare del tempo i suoi anni si facevano sentire sempre di più, anche per colpa dei siti web che aggiornandosi mi rendevano davvero difficile la navigazione non potendo installarci le versioni più recenti dei vari broswer, quindi per dargli un qualche anno in più provai anche ubuntu per Power PC poi però col passare del tempo mi accorsi di passare più tempo al pc del mio fratello (che nel frattempo era passato ad un EeeBox dopo aver fuso il mio vecchio portatile che di recente son riuscito a far riparare resuscitandolo) che sull'eMac, e da lì ho iniziato a pensare ad un nuovo PC.

Avendo provato di tutto avevo diverse opzioni a disposizione:
1) mi facevo un assemblato economico a cui avrei aggiunto da solo il sistema operativo con molta probabilità Ubuntu
2) passavo ad un PC che mi permettesse anche di giocare in maniera più che decente a Final Fantasy XIV 2.0 quindi win7 o 8 in dual boot con Ubuntu, rinviando così l'acquisto di una PS4
3) Farmi un Mini desktop

Siccome appunto lo spazio sulla mia scrivania non fosse un granchè e mi piaceva avere qualcosa dalle dimensioni contenute iniziai valutare prima l'asus VIVO e dato che non erano proprio economici, tanto vale mi dissi di dare un'occhiata anche al Mac Mini ed alla fine avendo già mouse e tastiera apple, confidenza con Mac OS, mi ci trovavo molto bene e non meno importante volevo un sistema operativo dato il mio poco tempo che non aveva bisogno di manutenzione, virus, smontaggi per pulire la ventola ecc, non meno importante il fatto che fosse molto silenzioso e consumasse poco.

La scelta è stata scaturita soprattutto dalle mie esperienze precedenti, ammetto comunque che con gli ultimi sistemi (da Win7) la stabilità dei sistemi micrsoft è migliorata molto almeno per quel poco che ho visto sul posto di lavoro, ma per la casa almeno per ora gli ho preferito un Mac.

In seguito tempo permettendo potrei fare dei tutorial scritti per evidenziare le differenza tra il sistema operativo più diffuso e conosciuto (Windows) e Mac OS X per ora chiudo qui e alla prossima.

domenica 1 dicembre 2013

Gran Turismo e i suoi 15 anni


Era il lontano 1997 quando il gioco arrivò in Giappone per la prima volta sulla prima console di casa Sony, mi sento quindi in dovere da appassionato di questa serie ora che siamo alla soglie di GT6 e con ben 15 anni all'attivo (che non sono per niente pochi).

Quando uscì Gran Turismo io ho dovevo ancora avere la playstation in casa o la avevo da poco, fatto stà che non lo ebbi subito in casa, però oltre ai due giochi che avevano dato ai miei genitori insieme alla play (gli indimenticabili actua soccer e V-rally), c'era pure qualche demo e in una di quelle manco a dirlo c'era proprio la demo di GT.
In quella demo c'era solo un'ambientazione notturna (il clubman stage R5) ma proprio quell'ambientazione da ragazzino mi lasciò a bocca aperta, il dettaglio grafico non era per niente superiori a certi mostri dell'epoca (Ridge Racer Type 4 per esempio), ma gli effetti di luce che c'erano sulle carrozzierie le facevano sembrare veramente metalliche e non plasticose, oltre a quello c'erano da scegliere ben 3/4 auto, ognuna delle quali con caratteristiche e dinamiche di guida completamente differenti.
Fu amore a prima vista e giocai quella demo diverse volte, fino a quando un amico mi prestò il suo Gran Turismo, ma non avevo ancora una memory card quindi per ovvi motivi non andai oltre alla Sunday cup ed alla vittoria della "leggendaria" Mazda Demio.

Passò del tempo e arrivò Gran Turismo 2 e con esso la sua demo, ovviamente io all'inizio mi dovetti accontentare della demo, con a questo giro un circuito inedito, la nostrana Roma con tanto di colosseo, ed oltre a quello c'erano finalmente delle auto italiane, dato che in GT1 c'erano si ben più di 200 auto ma per lo più erano giapponesi americane e inglesi.
Passo del tempo prima che con i miei risparimi da studente delle medie/superiori, mi potessi comprare un GT2 versione platinuma al prezzo di 20 euro (se non ricordo male e le lire se ne erano andate da poco), il gioco lo consumai letteralmente e ne combinai di tutti i colori tra tutte una Fiat Punto modificata all'inverosimile con la quale battevo tranquillamente i berlinoni tedeschi, e poi portare sempre la stessa macchina a farsi la salita di Pikes-Peak, con infine la leggendaria ed imbattibile in GT2 Suzuki Escudo.

Nello stesso periodo in cui mi consumavo su GT2 uscì la Playstation 2 e con essa Gran Turismo 3, purtroppo all'epoca la PS2 me la potevo giusto sognare ed a parte vederlo giocare in giro non ebbi nessun contatto con GT3 e tutt'ora sono molto combattuto dal comprarlo pure se a poco anche se solo per collezione.

Alla fine però dopo tanto penare alle superiori, riuscii a comprare grazie ai miei miseri risparmi ed al lavoro occasionale che facevo il fine settimana una PS2 usata da un mio compagnio di classe (e pagandogliela settimana per settimana!), di li a poco gradualmente recuperai vari giochi che avevo fino ad allora solo desiderato, in particolare Gran Turismo 4 arrivò in modo fortuito e casuale. In pratica me lo prestò un mio amico, che poi finì per lasciarmelo a titolo gratuito (valle a capire le persone) e così iniziò la mia epopea con GT4, dapprima interrotta una volta arrivato alle endurance, ed alle prove speciali, poi ripresa all'annuncio di Granturismo su PSP, con la mia prima iscrizione alla comunità di GTExD che allora aveva un forum dedicato a GT4 e grazie ai loro consigli riuscii a terminare GT4 ed ebbi modo per la prima volta di interagire con quella che diventerà la mia comunità di riferimento per gli eventi su Gran Turismo.
Quando uscì Gran Turismo su PSP ero contentissimo (tra l'altro fù il primo Gran Turismo che presi al day one), era già da un pò che possedevo la portatile Sony e non vedevo l'ora di vedere una delle mie serie preferite su portatile, all'epoca usavo parecchio le console portatili dato che mi spostavo spesso con i mezzi pubblici ed era perfetta per ammortizzare i tempi morti, poi però le mie abitudini sono cambiate ed ho smesso sempre più di usare la PSP.
Infine dopo un periodo di distaccamento finalmente uscì Gran Turismo 5 quello che tra tutti i capitoli della serie è quello che ha modificato il mio approcio ai giochi di corse. Non avendo mai giocato la versione Proluoge del gioco ed essendo rimasto fermo ai tempi di GT4, non rimasi per niente deluso da GT5, talmente tanto era il salto generazionale che ne fui contentissimo fin da subito a scapito delle critiche di molti e proprio con GT5 mentre partecipavo attivamente agli eventi organizzati all'interno della comunità GTExD, che sentii il bisogno di provare a guidare col volante, fù così che mi si aprii un nuovo mondo, il primo approcio è stato disastroso ma ora, non riuscirei a giocare nessun gioco di guida senza usare il mio DFGT, la differenza di senzazioni e di feeling rispetto al giocare col pad è notevolissima unico difetto la pedaliera un pò troppo "finta".
Tutto il resto è storia serate passatte a chiaccherare allegramente ed infamarci come tra amici durante le gare, e poi la partecipazione a tornei esteri come quelli organizzati dalla comunità spagnola di Mundo GT, dopo ben 3 anni di on-line intenso e qualche piccola soddisfazione tolta arriva il momento di salutare GT5 e dare il benvenuto a Grant Turismo 6.



 
CRONISTORIA DELLA SERIE GRAN TURISMO

GRAN TURISMO 1 (1997-1998)

 Uscito nel 1997 in giappone e successivamente nel '98 in Europa ed in America quindi a 3 anni di distanza dal lancio della console, quindi con diversi giochi automobilistici con cui confrontrarsi, ma rispetto agli altri aveva delle caratteristiche molto particolari. Per prima cosa il parco auto contava ben 290 vetture tutte riprodrotte fedelmente (ovviamente con le tecnologie disponbili allora) cosa che nessun gioco aveva fatto prima, e particolarità ancora maggiore era il primo ad avere una gran varietà di auto, si passava dalle utilitarie giapponesi, alle muscle car americane, fino alle vetture da cometizione tutte rigorosoamente sotto licenza. Fino ad allora non solo era impensabile mettere così tante auto in un gioco, ma per tradizione i giochi di corse si concentravano o su giochi su licenza (TOCA, Formula 1, Nascar ecc.) o si basavano sulla guida di prestigiose supercar, inoltre su console i giochi di corse erano prevalentemente di stampo spiccatamente arcade invece Gran Turismo per quanto possibile cercava di riprodurre condizioni fisiche di guida verosimili anche se le vetture erano indistruttibili (cosa mantenuta fino a GT4), comunque era già dotato di ottimi strumenti per mettere a punto il set-up per le vetture in modo da renderle più facili da guidare o più prestanti; a questo proposito altro elemento distintivo fin da subito di gran turismo era la possibilità di potenziare le proprie vetture con i soldi guadagnati nelle gare oltre alla neccessità di ottenere le patenti per gareggiare in tipologie di gare sempre più impegnative.
I circuiti presenti erano 11  quindi non tantissimi e tutti originali (cioè nessun circuito realmente esistente), e nemmeno dettagliati tecnicamente come altre produzioni dell'epoca, in particolare vennero usati diversi stratagemmi per ovviare alle limitate potenzialità della PS1, come muri alti per evitare di far vedere il panorama circostante (vedi i circuiti in notturna); ma il punto forte dei loro circuiti più che nel numero era nella loro varietà, sia di ambientazione che tipologia, si passava da circuiti in notturna a gare in pieno giorno o al tramonto, circuiti veloci, altri stretti e tortuosi, alcuni pieni di sali e scendi, molti di questi circuiti tanto che erano stati pensati bene fin dall'inizio rimasero fin da subito diventando quasi icone della serie, come non dimenticare circuiti come: Grand Valley, Autumn Ring, Trial Mountain, Deep Forest, ecc.
Tecnicamente il punto forte del gioco era la resa delle auto e gli effetti luce che all'epoca già possedevano, pur non possedeno effettivamente una qualità di poligoni superiore alle vetture realizzate in altri grandi giochi dell'epoca, il gioco dava una resa riflettente metallica alle carrozzeire, che unito insieme a una gestione ottima della telecamera nei replay dava quasi l'idea di un'auto vera e propria.
Ad ultimo già dal primo capitolo un discreta selezione di brani, in particolare "Moon over the castle" che divenne uno dei simboli della serie, per non parlare poi dell'intro sia giapponese che internazionale bello e quasi cinematografico anche questa una caratteristica che da lì in poi rimase un marchio di fabbrica della serie.
Il successo fù tale che lo studio interno a Sony che allora si chiamava Polys Entertainment, aquisi maggiore autonomia e prese il nome di Poliphony Digital, e ne venne subito programmato un seguito.

 GRAN TURISMO 2(1999-2000)

Ad appena 2 anni dall'uscita del primo capitolo e forte del suo successo appare sul mercato Gran Turismo 2 che per la prima (e unica volta) complice la scarsa capienza CD (vogliamo ricordare Final Fantasy VIII su ben 4 CD?) esce in una confezione con doppio CD. Modalità arcade nel primo e Modalità Gran Turismo nel secondo.
Il gioco si porta dietro tutti i punti di forza del primo capitolo e li amplia ulteriormente generando quello che secondo me si tratta di uno dei Capitoli meglio riusciti della saga.
Le auto diventano ben 600, tutte sono sempre riproduzioni di auto realmente esistenti, ed oltre ad aumentare il numero aumenta ulteriormente la varietà del parco macchine; infatti in GT1 la maggior parte del parco auto era costituito da marchi giapponesi e americani, con qualche costruttore inglese. In GT2 appaiono numerossisimi marchi europei tra quali anche marchi italiani (Fiat, Alfa Romeo e Lancia) e tedeschi (Audi, bmw, mercedes, RUF, ecc).
I circuiti dai soli 11 passano ai ben 27 del di GT2 comprendendo anche per la prima volta nella serie circuiti realmente esistenti come Laguna Seca e la leggendaria salita del Pikes Peak (presente solo in questo capitolo pultroppo), fanno inoltre la loro comparsa numerosi tracciati serrati, nuovi circuiti originali, e due ambientazioni urbane reali: Roma e Seattle.
Ad aumentare di varietà sono anche gli eventi, infatti quasi ogni costruttore ha i suoi trofei monomarca, le corse su sterrato ed appaiono per la prima volta nella serie le endurance ed il consumo gomme.
Degno di nota l'organzizzazione eccelente dei menù di gioco secondo me la migliore della serie, tutto sempre a portata di mano e con scorciatoie presenti in ogni schermata.
Dal punto di vista del tuning fà la sua apparizione la possibilità di modificare le auto stradali in vere e proprie auto da competizione (esempio con una Punto RM facevo il culo ai berlinoni mercedes e bmw). 
In ultimo anche las soundtrack è più corposa e con qualche pezzo memorabile (tra tutti My favourit game dei Cardigans)

GRAN TURISMO 3 A-spec (2001)

Qua si entra in uno dei miei periodi buoi quindi riporto in corsivo l'articolo presente su Wikipedia:
Gran Turismo 3 è il primo Gran Turismo per la PS2 e offre una grafica superiore ai precedenti titoli e una simulazione molto più realistica; vengono utilizzati fino a 5.000 poligoni per vettura contro i 500 usati in Gran Turismo 2. Le macchine sono più sensibili alle brusche frenate o alle derapate e tendono a finire fuori strada più facilmente. 
Rispetto ai precedenti episodi oltre alle classiche modifiche (freni, sospensioni, motori, scarichi, turbocompressori, riduzione del peso, pneumatici standard, da corsa, da sterrato e da neve-) viene introdotta una nuova modalità rally, potenziata e aggiornata. Si possono aggiungere anche altre caratteristiche come la modifica del sistema di trazione.
Le macchine in questo titolo sono circa 150 di marche di tutto il mondo: BMW, Fiat, Ford, Volkswagen, Peugeot, Mitsubishi, Honda, Jaguar, Pagani, Shelby e molte altre. Alcune non sono acquistabili e si conquistano man mano che si completa il gioco. Vincendo le gare più importanti si possono ottenere due vetture di Formula 1 con i nomi fittizi di Polyphony 001 e Polyphony 002.
Le gare si dividono in 5 categorie, da semplici gare per principianti con limiti di vettura, di potenza, tipo di motore o altro, a gare di resistenza (max 2 ore), fino ai campionati a punti composti dalle 5 alle 10 gare.
Per le ultime gare bisogna conquistare una patente in più rispetto alle altre patenti, la patente speciale "S". Una patente del tutto particolare sarà invece necessaria per gareggiare nei rally, la patente da Rally appunto. Completando tutti i rally si vince la Suzuki Escudo Pikes Peak Version, una macchina rally da corsa molto potente; ben 985 cavalli (che possono esser aumentati) su appena 900 kg di peso.In totale,ci sono 6 tipi di patenti: - Patente B(nazionale);per i principianti. - Patente A(nazionale);per gli esordienti. - Patente iB(internazionale);per gli esperti. - Patente iA(internazionale);per i campioni. - Patente S(speciale);per partecipare agli enduro. - Patente R(rally);per partecipare ai rally.
Per completare il gioco al 100% bisogna completare nella modalità Arcade, la prova a tempo su 10 tracciati con macchine già definite; battendo tutti i record si vince una nuova vettura da usare in modalità Gran Turismo.
 Due piccole curiosità, il gioco venne per la prima volta col nome di Gran Turismo 2000, e la sigla A-spec fà riferimento alla modalita A-spec (la classica di Gran turismo) e la B-spec (modalità nella quale il giocatore faceva correre un pilota virtuale) che non venne inserita per questioni tempistiche.

GRAN TURISMO CONCEPT (2002)
È una versione breve di Gran Turismo 3: A-Spec, gioco che segue e del quale ha mantenuto la grafica e la giocabilità aggiungendo nuove auto.[1] 

2001 Tokio

Questa versione include le concept car del Tokyo Motor Show del 2001, inclusa la Nissan GT-R '01. È stata pubblicata in Giappone e nel Sud-est asiatico il 1º gennaio 2002. 

2002 Tokio-Seul
La versione 2002 Tokyo-Seoul è stata pubblicata in Corea il 16 maggio 2002 per celebrare il lancio della PlayStation 2. Include le auto della versione 2001 Tokyo più altre auto svelate al Seoul Motor Show. Questo gioco introduce le case automobilistiche coreane, come la Hyundai, nella serie Gran Turismo. 

2002 Tokio-Geneva

Un'ultima versione, 2002 Tokyo-Geneva, è stata pubblicata in Europa il 17 luglio 2002. Essa contiene tutte le auto della versione 2002 Tokyo-Seoul più nuovi modelli svelati al Salone di Ginevra, inclusa la Volkswagen W12. Una versione NTSC del gioco è stata pubblicata nel Sud-est asiatico il 25 luglio 2002; essa aggiunge 30 automobili alla versione 2001 Tokyo pubblicata in precedenza per questa area geografica. Questa è la versione definitiva di Gran Turismo Concept e quella con il maggior numero di auto, inclusa la Ford GT40 LM Edition. 


GRAN TURISMO 4: Prolouge (2003)

Il rilascio mondiale di GT4 fu inizialmente annunciato per Natale 2003, ma fu successivamente posticipato. Polyphony decise, allora, di realizzare una versione ridotta del gioco, denominata Gran Turismo 4: Prologue, che fu pubblicata su DVD nel 2003.
Le auto disponibili sono 64, tra cui Mazda, Subaru, Mitsubishi, Nissan, Volkswagen, Lancia, Daihatsu, Honda, Toyota, Mercedes-Benz e Dodge. 11 vetture sono disponibili all'inizio del gioco, le altre diventano utilizzabili in modalità arcade se si completa una lezione; completando tutti gli ori in ogni porzione, si ottiene una concept car.
Le piste disponibili sono cinque: Tsukuba Circuit, New York, Grand Canyon (percorso su sterrato), Fuji Speedway e un percorso cittadino di Assisi (Italia).

GRAN TURISMO 4 (2004)

Si tratta dell'ultimo dei Gran Turismo "tradizionali" e di quello per ora con il comparto off-line, insieme a quello di GT2 più ampio della serie.
In questo capitolo si raggiungono nuovi record, infatti il parco auto raggiunge ben quota 700 tutte realizzate con quantià di dettagli elevatissima per l'epoca, infatti il comparto tecnico di GT4 su PS2 non avrà equali, con piste e auto talmente ben realizzate da fa ricredere chi credeva che ormai il massimo delle capacità tecniche della PS2 fosse già stato raggiunto. A discapito di ciò però le auto sono ancora indeformabili e non subiscono danneggiamenti meccanici, a parte la perdita di potenza dovuta all'usura dell'olio ed il danneggiamento progressivo del telaio dovuto ai kilometri percorsi.
Inoltre vengono introddotti moltissimi nuovi circuiti di cui molti reali e qualcuno ambientato in reali centri urbani di città come Seul, Parigi e New York, ecc (che però apparirono solamente in questo capitolo della serie e nella versione portatile su PSP).
Tra i circuiti reali (i quali riappariranno in seguito a parte Infeon Speedway) spicca un circuito che fino ad allora non era molto popolare nei videgiochi su console il leggerndario Nurburgring detto anche "green hell", ben 21 kilometri di curve riprodotti fedelmente compresi i dettagli a bordo pista.
Altra novità particolare viene introdotto in questo capitolo la modalità foto e viaggio fotografico, potendo così fare delle foto da un replay, o in una delle ambientazioni presenti nel viaggio fotografico, questa modalità ha dato il via nelle varie comunità a delle vere e proprie gare tra provetti fotografi, grazie anche alla possibilità di esportare le foto su una penna USB.
Per il gioco all'inizio era prevista una modalità on-line, ma il team non fece in tempo a realizzarla e quindi come alternativa venne introdotta la modalità LAN purtroppo presente solo in GT4, che permise numerosi raduni LAN tra appassionati
Il menù e simpatico e pratico ma forse troppo dispersivo e senza scorciatoie utili, infatti tutti i contenuti del gioco erano sparsi per una mappa che non era visibile per intero e quindi cercare concessionari e gare era un pò meno intuitivo.
Il successo fù tale che in quel periodo numerosi furono i tentativi di contrastare GT4 e piu o meno tutti non riuscirono a contrastarne il successo (ben 11,19 milioni di copie vendute). Tra i più importanti ricordiamo Enthusia titolo konami quasi suicida che tentò di affrontare GT4 sullo stesso campo in esclusiva su PS2, anch'esso riproponeva il Nurburgring e Tsukuba, poi per il resto solo circuiti originali, e nonostante alcune orginali novità introdotte da Konami ed un buon parco auto (con diverse chicche) venne azzoppato secondo me dalla strategia di marketing sbagliata, dall'assenza del settaggio e tuning per le auto e da un design dei menù a dir poco discutibile (anche solamente scegliere che auto usare era un'impresa ardua).

Forza motorsport invece ebbe una sorte migliore in virtù di un game design oculato e per l'introduzione di danni estetici e meccanici all'ora assenti nel concorrente nipponico non ebbe le ottime vendite sperate a causa della posizione predominante sul mercato della PS2 nei confronti della prima Xbox.

GRAN TURISMO 4 Online test version (2006)

Inizialmente era prevista una modalità multiplayer online all'interno del gioco, ma essa fu rimpiazzata da una modalità multiplayer via LAN. Nell'estate 2006, Polyphony distribuì in Giappone ed in Corea del Sud una versione limitata del gioco, denominata Gran Turismo 4 Online test version. In questo modo, gli sviluppatori poterono realizzare alcuni esperimenti online per Gran Turismo 5 Prologue.[1]

GRAN TURISMO HD Concept (2006-2007)

È stato pubblicato per il download gratuito dal PlayStation Store il 24 dicembre 2006.
Contiene una sola pista alpina chiamata Eiger Nordwand[1] e una decina di auto (tra cui la Ferrari 599, la Lotus Elise, la Mitsubishi Lancer, la Suzuki Cappuccino, la Toyota Celica). Non ci sono danni alle auto, causati da incidenti, ma positiva è la presenza di maggiori spettatori a bordo pista e la loro maggiore reattività.
Sono presenti due modalità: sfida a tempo, che permette di sbloccare le 9 auto non presenti all'inizio (tutte tranne la Cappuccino). Una volta sbloccate tutte le auto, viene data la possibilità di gareggiare sul circuito al contrario, di utilizzare le auto modificate e di fare le gare di derapata.
Il gioco è stato da tempo rimosso dal PlayStation Store, quindi non è più possibile scaricarlo.
Il circuito disponibile offre un dettaglio grafico maggiore (per via di una sola auto in pista, quindi richiede meno risorse) rispetto al medesimo contenuto in Gran Turismo 5 Prologue e Gran Turismo 5.

GRAN TURISMO 5: Prolouge (2007-2008)

Gran Turismo 5 Prologue (グランツーリスモ5プロローグ Guran Tsūrisumo Faibu Purorōgu?) è un simulatore di guida anteprima di Gran Turismo 5, pubblicato per la prima volta il 13 dicembre 2007[1] per celebrare i dieci anni della serie[2]. È disponibile sia in versione scaricabile che in Blu-ray Disc. Nonostante si tratti di un prologo è possibile accumulare denaro e comprare veicoli.
Il gioco permette sfide online fino a sedici giocatori[2] e sfrutta la risoluzione 1080p a 60 fotogrammi per secondo.
Dal 30 ottobre 2008[2] il videogioco è stato aggiornato sotto la nuova denominazione di Gran Turismo 5 Prologue Spec III.

GRAN TURISMO PSP (2009)
 
Il primo e per ora unico capitolo per console portatile della serie, fondamentalmente si tratta di un porting del motore grafico di GT4, con quindi la presenza di tutte le piste con l'aggiunta di Valencia (presente prima di allora solamente in Tourist Trophy), di una fisica aggiornata e di qualche auto aggiunta apposta per questo capitolo facendo raggiungiere al parco auto quota 800 avendo così il parco auto più vasto in assoluto su console portatili. Il gioco seppur valido ha sofferto della mancanza della classica modalità carriera e delle patenti, è infatti presente una modalità simile alla classica arcade dei vari Gran Turismo e varie prove speciali a metà strada tra le Patenti e gli eventi speciali di GT4. 
Non è possibile inoltre elaborare le auto, ma comunque rimane la possibilità di modificare l'assetto dei mezzi che sono stati inseriti tra i preferiti.
Tecnicamente spreme al limite la PSP e tiene il gioco ancorato ai 60 fps con lo scotto però di poter tenere in pista solamente 4 auto compresa quella del giocatore, inoltre a ridurne il fattore longevità c'è la mancanza di un sistema online mentre erano ben fatte le gare multigiocatore in modalità ad-hoc

GRAN TURISMO 5 (2010)

Si tratta del capitolo con l'attesa più lunga e travagliata tra quelli usciti, rinviato e posticipato diverse volte a fatto patire non poco per i continui ritardi.
Tra i motivi principali ci furono un motore fisico completamente rivisto rispetto a quello del prologo, l'introduzione dei danni estetici e meccanici, dell'introduzione del meteo variabile, l'inserimento del 3D e per i tempi enormi per introdurre ogni nuova auto (dai 3 ai 6 mesi!).
Qundi alla fine col Prologo ha poco o niente in comune, e al lancio stesso non era ancora completo del tutto ma grazie al sistema degli aggiornamenti (il primo gran turismo in divenire insomma) via, via sono state introdotte tutte le funzioni che volevano inserire i programmatori incluse alcune piccole aggiustature richieste dai giocatori, in virtù di ciò al termine del primo grosso giro di aggiornamenti venne battezzata una versione 2.0 del gioco con tanto di nuovo filmato introduttivo.

Per la prima volta tra i capitoli principali della serie è presente un vero e proprio on-line con la presenza di lobby pubbliche e stanze private, un sistema molto elementare e indietro rispetto alla concorrenza, ma nelle stanze sono comunque presenti gli strumenti necessari per organizzare  le gare ampliati con i vari aggiornamenti.
Come altro fattore inedito per la serie le Patenti non servono più per accedere alle varie gare della carriera, ma si procede di gara in gara accumulando punti esperienza e salendo di livello, cosa necessaria anche per comprare le varie auto, visto che ogni auto ha un lv. al quale la possiamo comprare, le patenti sono rimaste ma servono esclusivamente come soddisfazione personale e per accumulare rapidamente punti esperienza. Inoltre la modalita A-spec e B-spec sono divise tra loro, con la possibilità nel B-spec di allestire un vero e proprio team di piloti con la possibilità di sfidare i piloti dei propri amici.
Altra particolarità di GT5 è stata la divisione delle auto tra Standard e Premium; le standard altro non sono che auto riprese da GT4 e che quindi soffrono di un livello di dettaglio nettamente inferiore rispetto alle premium che sono state create da 0 per GT5. Probabilmente è stato fatto così poichè dato la quantità enorme di lavoro per inserire un'auto ex-novo sia per raggiungere il numero da record di ben oltre 1000 vetture e sia per accontentare chi avrebbe voluto guidare anche le auto dei capitoli precedenti.
Il parco circuiti comprende nuovi circuiti originali, nuovi circuiti reali (alcuni arrivati tramite DLC) e nuove ambientazioni urbane tra le quali Londra, il ritorno di Roma (ma con un nuovo circuito) e Madrid. In partiolare in Nurburgring è stato rifatto da zero con molta cura, infatti molti dislivelli, buche e cure sono state rese con maggior precisione.
Numerose sono state le critiche per quanto riguarda l'IA ed il sistema di collisioni molto arretrati, problemi che a quanto pare sono rimasti in Gran Turismo 6, ma nel complesso è un gioco che mi ha divertito e appassionato moltissimo e grazie all'online è il capito con cui ho passato più tempo rispetto agli altri.
A livello tecnico il gioco spreme l'hardware ps3 con ben 16 auto in pista che nel caso delle premium hanno un livello di dettaglio impressionante sia all'interno che all'esterno, a risentirne sono alcuni dettagli a bordo pista fatti in bassa definizione, il frame rate che cala occasionalmente ed il sistema delle ombre decisamente fatte in bassa risoluzione, ma considerando l'ottimo sistema di illuminazione, il ciclo giorno/notte e le varianti climatica su PS3 è stato fatto un picccolo miracolo.

Quindi non mi resta che salutarvi, e appena uscirà GT6 non mancherò di dare le mie impressioni a caldo. 




  

giovedì 17 gennaio 2013

Last Exile - The First


Era da un pò che volevo scrivere qualcosa su quest'anime, dopo essermi visto la seconda serie chiamata "Fam ali di argento" (non chiedetemi di scrivere ora il nome completo in giapponese che è uno scioglingua) ho deciso di rinfrescarmi un pò la memoria riguardandomi una delle serie che ai tempi d'oro mi faceva accendere tutti i martedì sera la tv ovvero il primo inarrivabile Last Exile, tra l'altro pubblicato per festeggiare i primi 10 anni di vita della Gonzo.

L'anime parte senza troppi preamboli buttandoci nel bel mezzo di una scena dove pilota e navigatore stanno affrontando dei celi incredibilmente turbolenti mentre sono agganciati ad una gigantesca areonave (dicessi dell'altro sarebbe spoiler), all'inizio sarà difficile da capire, ma comunque dà un pò di azione e suspance, forse anche per rimediare all'inizio "lento" dei primi episodi.

Infatti verremo catapultati subito dopo nella vita quotidiana di due giovani piloti Claus e Lavie rimasti orfani da piccoli dei genitori hanno come unica eredità la Vanship dei loro genitori, e per mantenersi partecipano a gare o raccolgono gli incarichi che vengono assegnati ai piloti di Norkia.

Durante una gara, che sembra finalmente quella della prima vittoria di Claus e Lavie un'inaspettato evento li costringe ad abbandonare la corsa, e da lì in poi nulla sarà come prima, da spettatori si ritroverno nel bel mezzo della guerra tra Anatore e Disith le due nazioni di Prestel mondo in cui in realtà ad avere il comando di tutto è la Gilda che almeno in teoria dovrebbe essere superpartes e garantire il leale svolgimento delle battaglie secondo il codice della cavalleria.

Durante la storia a farla da padrone non sarano Claus e Lavie, ma verranno presentati diversi personaggi pieni di carisma e personalità che non poche volte almeno secondo me finiranno per mettere in ombra di due protagonisti, citandone alcuni Alex Row il comandante della Silvana, Sophia il vicecomandate, Tatiana Wisla pilota di Vanship appartenente ad un'antica casata nobile in declino, l'indimenticabile Dio Eraclea, Mullin, e pure coloro che fanno solo da comparse come il team di meccanici hanno un loro forte personalità.

La Gonzo in questo anime ha cercato di mescolarci un pò di tutto combattimento, azione, humor, e un pochino di trame amorose anche se poco approfondite dato che questo non è uno shojo, il tutto con il fattore comune del cielo e delle areonavi.

I disegni e il chara mi piacciono, i costumi sono ben disegnati, molto particolari quelli della gilda, simil stile ottocenteschi quelli di anatore e qualcosa di indefinibile invece per quanto riguarda Disith, a distanza di anni invece la CG inizia a diventare un pugno in un'occhio, ma tutto sommato per l'epoca e per una serie di ben 26 episodi ci può stare, ed non si ha quell'effetto di contrasto stridente tra animazione CG come successe in "Blue Submarine n.6"

Le musiche sono tutte ottime ed azzecate al contesto, ipnotica e particolare la sigla dell'apertura, epicheggianti le musiche di sottofondo dei combattimenti e malinconi le musiche dei momenti più commovuenti.

E' un bell'anime che personalmente consiglio e per quanti continui a vederne di nuovi rimane comunque uno dei miei preferiti di sempre, i gusti son gusti e non potrebbe piacere a tutti, ma almeno una possibilità gli va data sicuramente.

mercoledì 16 gennaio 2013

Anno nuovo grafica nuova?

Dopo un periodo quasi infino in qui avevo lasciato questo blog a se stesso arriva prima o poi il momento di rimetterci piede, ma perchè cambiare tutto?

Sinceramente come era prima non mi dispiaceva, era semplice e se sì può dire "casereccio" almeno chiunque entrando avrebbe capito che non ne sapevo una ceppa di web design, il problema rientrando col quale mi sono scontrato è proprio quello, il layuot del blog era completamente sballato, le etichette il campo di ricerca, l'archivio e tutte quelle belle cose sono andate a finire in fondo alla pagina e a nulla è valso il tentare di risolvere il problema, quindi a questo punto tanto vale approfittarne per un rinnovamento risolvendo il problema di cui sopra alla radice.

Indi per cui mi son fatto aiutare da uno dei modelli dinamici di blogger, così finalmente è di nuovo possibile vedere tutti i post ordinati per data, eticchette, ecc... avrei preferito un tema che desse magari anche un'anteprima del testo ma per ora me lo faccio bastare.

Questo almeno nelle mie intenzioni non è ancora il nuovo aspetto "definitivo" e mi riserbo nei prossimi giorni, tempo a disposizione permettendo di fare ulteriori modifiche.

giovedì 8 novembre 2012

Les Fleurs du Mal - Opinione e Commenti

Ormai a quanto pare in rete intorno a quest'album, si è scatenato un vero e proprio putiferio su quest'ultimo lavoro dei therion autoprodotto e finanziato direttamente dalle tasche del visionario Christopher Johnsson, il quale pure live al concerto ha ricordato la cifrona complessiva che ha esborsato per pubblicare questo lavoro, cosa che ok ci può stare per chi continua a credere che nelle fatine e negli gnome e non pensa minimamente a quanto lavoro ci sia dietro alla registrazione e mixaggio di un'album (di musica vera e propria intendo non mixata al pc), per chi invece a un'idea di cosa sono i passaggi necessari per passare dell'idea al prodotto, la cosa dopo averla già letta sul sito risentirla dal palco può dare un pò fastidio, ma vabbè magari c'è gente che il loro sito non se l'è mai cagato.

Passando all'album perchè è autoprodotto? Il motivo e semplice, di solito i lavori dei Therion sono sempre un pò fuori dalla comune corrente metal e rock e sempre è difficile collocarli in un genere specifico anche se sempre da Theli in poi, la presenza di cori, parti solistiche da lirica e sintetizzatori l'hanno fatta da padrona in qualsiasi derivazione musicale abbiano usato in questi anni. Ma questo lavoro è talmente particolare che è pure stato digerito male da molti fan della band, visto che si tratta di un lavoro atipico non solamente per il metal, ma anche per i Therion stessi; infatti per festeggiare il 25 anniversario (ed ammettilo Chris che volevi anche un pò tirare il fiato), invece di pubblicare un'album alla Therion si è puntato per album in stile rock-opera cantato interamente in francese, ed i cui pezzi sono tutti rifacimenti degli originali vecchissimi pezzi francesi, resi in chiave molto più rock ed in certi punti quasi metal.

Peccato che in rete chi ha deciso di recensirlo di getto senza informarsi prima sull'album suddetto ha scritto ovviamente un mucchi di castroneria una su tutte dicendo che questa canzone plagiava la sigla di un vecchio anime giapponese:

  
Peccato che si tratti di un rifacimento di questa -.-

Che sì assomiglia ad una sigla di un vecchi anime giapponesi, ma non è che saranno stati i jappi a copiare dai francesi no?

Che poi il suddetto "recensore" poi si lascia pure scappare volontariamente un paio di insulti poco felici verso Chris (e come se non bastasse pure verso sua madre); una cosa è non essere d'accordo con determinate scelte e manifestarla magari con un pò di disappunto un'altra cosa sono gli insulti gratuiti tra l'altro fatte a persone che nemmeno conosci...

Tornando all'album, sapendo a cosa si và incontro è un'album incentrato moltissimo sulle melodie e sulla capacità di Lori Lewis di riarrangiare le parti vocali in modo eccezzionale, non mancano della collaborazioni esterne qua è là per quanto riguarda la parte vocale, e soprattutto in qualche pezzo Vidal da prova delle sue capacità con qualche solo e riff ineteressante senza mai cadere nell'ipertecnicismo (a volte davvero stucchevole) di chitarristi ben più blasonati.
Tra le tracce più interessanti cito, la commuovente J'ai le mal de toi dedicata dal gruppo a Betty Mars (cercatevi pure info io non ho voglia di citarle qui :P), l'epicheggiante Mon amour, mon ami e la sbarazzina e velocissima Je n'ai besoin que de tendresse, ovviamente non tutte le impressioni sono positive, ad esempio la bonus track Les succettes la trovo poco incisiva e non adatta a chiudere questo LP, le tracce a causa anche degli orignali sono abbastanza corte, e l'album nel complesso può risultare monotono, visto che le orignali riprese da Johnsson appartengono pressappoco tutte allo stesso periodo e genere musicale francese.
Nel complesso è un lavoro che mi è piaciuto per la sua originalità e nel coraggio da parte di Chris di metterci la faccia e non solo per far vedere in che direzione vorrà portare il suo gruppo con la rock opera (che comprenderà recitazione, costumi e palcoscenico) che ha intenzione di scrivere nei prossimi anni, progetto che Johnsson da tanto tempo aveva in mente.

Per chi conosce già i Therion, ascoltatevi pure le tracce di questo LP e traetevene le vostre conclusioni che facilmente saranno diverse dalle mie, per chi non li ha mai ascoltati consiglio di partire da Theli o Lemuria ed ascoltarsi con calma anche gli altri lavori per farsi un'idea del loro stile musicale, dato che di certo non sono molto facili da assimilare al primo impatto, ma c'è bisogno di più ascolti per assorbire meglio le idee musicali di Johnsson.