martedì 14 giugno 2011

I consigli del fumettaro 2 - La legge di Ueki


Un mio amico tempo fa teneva aperta una fumetteria, tra l'altro l'unica di Montecatini e dintorni, quando ancora era ben lungi dall'idea di chiudere mi consigliò un manga non particolarmente conosciuto, a sua volta piaciuto ad un'altro cliente e amico, si tratta appunto di "La Legge di Ueki", manga dell'allora esordiente Tsubasa Fukuchi, la particolarità del manga non stà nè nella tecnica di disegno, buona per uno shonen, ma non certo eccezionale, nè nel fatto di essere una serie lunga e complessa, infatti la serie si conclude in 16 volumi.
La particolarità di questo manga sta nel modo in cui sono stati concepiti personaggi, trama, combattimenti ed i loro stranissimi poteri. Ovviamente all'inzio del manga ci viene subito presentato il protagonista che appare decisamente anomalo nel comportamento, si nota subito che è dotato di uno strano potere che gli permette di trasformare i rifiuti che tiene nel palmo della mano in piante.
Questo potere in realtà gli è stato donato da un suo professore, anch'esso molto strano ed eccentrico, che si scopre essere un'abitante celeste candidtato alla carica di dio; ogni candidato infatti deve scegliere uno studente come proprio personale allievo, donargli un potere e farlo partecipare ad un torneo dove chi vincerà farà ottenere la carica di dio al suo candidato-maestro e otterra il dono "carta bianca" tramite il quale si può scegliere a piacimento un "dono".
Questi doni altro non sono che caratteristiche innate possedute dei partecipanti al torneo come ad esempio la capacità di studiare, di correre velocemente, di analisi, ecc.... quelli che noi di solito definiamo "talenti".
Però se durante il torneo, con i propri poteri i partecipanti feriscono persone estranee al torneo, perdono un dono per ogni persona colpita, se invece i combattenti battono un'altro individuo dotato di poteri ne guadagnano uno.
Senza voler spoilerare nulla della trama, la quale dà colpi di scena anche più avanti quando si crede di sapere tutto, concludo con una veloce nota sul cosidetto "cattivo", pur avendo l'originalissimo (sarcasmo) obbiettivo di distruggere il mondo ci sono dietro varie motivazioni che si vengono a sapere molto in là con la storia.
Il manga non eccellendo sotto alcuni aspetti si fa comunque leggere molto bene, intrattiente anche con momenti di tensione, per gli appassionati delle avventure alla giapponese è sicuramente da leggere, per chi cerca una trama più profonda o dei disegni ad opera d'arte consiglio di passare ad altro.

giovedì 9 giugno 2011

I consigli del Fumettaro 1 - Genzo

In un periodo di apparente magra, essendo già nei pressi di una fumetteria, cosa non da poco visto che oramai mi ci vogliono almeno 20 minuti di andata e 20 minuti di ritorno per arrivare alla più vicina, chiedo consiglio su una serie stile "fantasy-shonen" e mancando all'appello il numero 1 della serie Claymore mi viene consigliato una miniserie di 5 volumi, appunto Genzo di Yuzo Takada autore già della celebre saga di 3X3 Occhi la quale il sottoscritto eretico ovviamente non ha letto =.= .
Cominciando dalla storia e dall'ambientazione il manga si rivela non essere proprio "fantasy" , è difatti ambientato in un preciso periodo storico giapponese, il 1500 contrassegnato da continue lotte tra feudi per il predominio territoriale e politico.
In questo clima si inserisce lo spunto narrativo del manga che vede come protagonista
Genzo un burattinaio dotato di grandi abilità, che fa sembrare vivi i suoi burattini ed inoltre ha la capacità sovrannaturale di percepire e vedere le anime dei defunti che non riposano in pace.
In realtà ci sarebbe anche una co-protagonista la principessa
Kiku protagonista tra l'altro insieme a Genzo del primo episodio autoconclusivo del manga.
Essendo di fatti questo un lavoro parallelo a 3X3 Occhi, l'autore non aveva intenzione di trasformarlo in una vera e propria miniserie all'inizio, ma sotto richiesta dell'editore continuano ad uscire episodi auto-conclusivi sulla storia del burattinaio, nonostante la sua natura tutti gli episodi catturano per la loro particolartà ed originalità senza mai sfociare nel banale, per poi prendere nella seconda parte del manga una caratteristica ben più corposa e lunga, infatti c'è una dicamo mini-saga prima del volume conclusivo della serie che occupa ben 2 volumi.
Evito di parlare della conclusione per evitare spoiler, quindi parlo del tratto del disegno, che è sempre pulito e deciso senza sbavature e bello a vedersi non è certo spettacolare e ricercato come ad esempio lo stile di
Saiyuki ma comunque è bello a vedersi.
Almeno su questo manga ho finito di smaronare :P.


mercoledì 1 giugno 2011

Uncharted - Il capostipite di una saga


Questo articolo non si tratta di una recensione ma di uno spunto di riflessione personale, nonsostante tutti i pareri favorevoli non ero molto deciso sul giocarlo o no, tra le motivazioni che mi trattenevano era il fatto che la maggior parte del gameplay fosse basata sulle sezioni da sparatutto in terza, un genere che non è di certo dei miei preferiti, preferendo di solito giochi che si basano di più sull'esplorazione e la risoluzione di enigmi per poter proseguire nella storia come nella serie Tomb Raider, alla fine mi decisi a comprare il primo capitolo solamente dopo l'annuncio del terzo della seria, visto che avrei voluto dargli almeno una possibilità.

Il gioco dopo la prima brevissima introduzione ti butta subito nel bel mezzo dell'azione con una concitata sparatoria nella quale io in effetti mi sono sentito piuttosto confuso all'inizio, ma c'è il tutorial apposta per questo ed i comandi dopo poco risultano molto intuitivi, alla fine della sparatoria veniamo trasportati in una serie di filmati e qui viene una delle cose che più ho apprezzato di questo gioco in pratica non si nota nessuno stacco deciso tra fasi di gioco e filmati che sembrano essere realizzati con lo stesso motore grafico utilizzato per le fasi di gameplay, ciò fa immergere moltissimo nel gioco dando l'impressione di star giocando ad una spece di film interattivo.

Oltre all'azione si viene introdotti alle fasi esplorative del gioco, fino anche ad arrivare al primo "enigma", questi sono piuttosto semplici e andranno risolti con l'aiuto di un quaderno di appunti che il gioco ci suggerisce di usare tutte le volte che ne avremo bisogno, le sezioni esplorative sono divertenti, ma nulla di difficile o frustrante visto che sarà difficile perdersi nei livelli.

Tra le cose che più apprezzato del gioco (non l'avrei mai detto) sono proprio gli scontri a fuoco che ci vedranno rigorosamente sempre in inferiorità numerica, con nemici di ogni tipo pronti a farci la pelle, e che si comportano in maniera diversa a seconda dell'equipaggiamento, l'IA è fatta piuttosto bene e più volte gli avversari cercheranno di accerchiarci per colpirci alle spalle, inoltre i combattimenti non sono mai ripetitivi come invece avrei potuto temere ma sempre con condizioni e variabili diverse, dipendenti anche dal tipo di ambiente in cui stiamo combattendo, un'appunto sulla boss fight finale, a mio avviso troppo sbrigativa e veloce, che debba davvero concludersi nel giro di neanche un minuto con due colpi diretti a mani nude?

Non posso concludere senza parlare della trama e della regia, entrambe sono ottime e ti spingono ad andare avanti per sapere che misteri si nascondo intorno al mitico eldorado, e nonostante le premesse per una trama scontata e banale il gioco appassiona, per un livello di regia riscontrabile solo in alcuni film.

Altro non ho da dire se non di provarlo, anche ai più scettici.