Correva l'anno 1995, non molto tempo prima nel 1988 l'animazione giapponese aveva attirato l'attenzione con Akira un colossal d'animazione, che come oggetto originale aveva l'ononimo manga, nato dalla collaborazione di praticamente quasi tutti i principali studi di animazione presenti al quel tempo, quello era anche l'anno di "Il mio vicino Totoro" e "Una tomba per le lucciole".
Lo stesso "Ghost in the shell" prende il via dall'ononimo manga prendendone però le distanze dovendo per forza di cose concentrare l'opera in pochi minuti; Mamoru decide di dar vita ad un mondo cupo, dove sono evidenti contemporaneamente elementi di benessere inseriti in ambienti al degrado: spazzatura nei canali, vetrine di alta moda, pubblicità enormi, cantieri in stato di completo abbandono e così via, una visione un pò cupa del futuro un'atmosfera a detta dello stesso regista ispirata da "Blade runner" (1982).
Il tema principale del film è incentrato sull'uomo macchina (ripreso da Deus Ex nel 2000) e sul concetto stesso di vita di fronte all'apparire di software e AI (Artificial Intelligence) sempre più avanzate, che fanno dubitare la stessa protagonista Motoko Kusanagi della propria autenticità come essere umano. Infatti mentre la stragrande maggioranza della popolazione sviluppata possiede un cervello potenziato, tramite il quale sono permanentemente connessi alla rete ma anche soggetti a tentativi di "ghost hacking", Motoko ha un corpo quasi interamente artificiale ad eccezione del cervello che contiene il cosidetto "Ghost".
Cercando di semplificare viene identificato come "Ghost" come l'entità che sostanzialmente differenzia una macchina da un'essere vivente, per quanto esso rimane presente nonostante la meccanizzazione del corpo e non è trasferibile in altri corpi (anche sintetici) senza causare il deterioramento dell'originale poiché esso è collegato in maniera indissolubile al corpo originale ed alle sue caratteristiche, infatti sia Motoko che Batou hanno corpi quasi completamente artificiali ma conservano completamente un'aspetto antropomorfo.
Difficile non rimanere affascinati dall'universo di "Ghost in the shell" persino i creatori di Matrix hanno citato tra le loro influenze appunto il suddetto film e Akira, esempio banale quello dello spinotto posto poco al di sotto della nuca, ma andando a scavare ci sono anche riferimenti in entrambi i film a esperienza simulate e memorie fasulle, che purtroppo per i poveri malcapitati non sono distinguibili da quelle reali.
Questo più o meno quello che mi sentivo di dire (in maniera totalmente disorganizzata e sicuramente non approfondita) su un Film di animazione che a mio modo da vedere in quanto a script, caratterizzazione dei personaggi e regia non ha niente da invidiare ad un film di produzione Hollywoodiana con attori in carne ed ossa, anzi è migliore di moltissimi blockbuster di dubbio gusto usciti in tempi recenti.
A questo proposito ormai è dato praticamente per certo che ad Hollywood appunto si sta lavorando ad un nuova interpretazione di "Ghost in the shell" che dal manga ha dato già origine a una serie di videogiochi su PS1 e PS2, due film, due serie TV e un OAV.
Le aspettative sono alte visto i temi trattati e l'ambientazione se girato con l'occhio giusto il film potrebbe diventare un Must del cinema, come però d'altro canto potrebbe diventare un terribile flop alla Dragon Ball Evolution per intenderci... , la pellicola poi è stata affidata a Rupert Sander un regista "novizio" il cui unico film all'attivo è "Biancaneve e il Cacciatore" è vero che non sì possono giudicare le capacità di un regista dal suo primo e unico film ma di certo le premesse non sono incoraggianti, sinceramente avrei preferito un regista un pò più affermato e che avesse già all'attivo qualche bel film magari dalle atmosfere simili a quelle del franchise "Ghost in the shell" ma tantè che non rimane altro che sperare e l'attesa verso il 2017 (anno ipotetico di lancio del film) è lunga...



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